Un campione olimpionico, Greg Paltrinieri, e una campionessa di umanità, suor Donatella Lessio, responsabile del Caritas Baby Hospital di Betlemme, con passato da calciatrice. Allenatori come Eusebio Di Francesco mister del Sassuolo, e calciatori come suo figlio Federico, attaccante del Bologna. Sono alcuni dei protagonisti di quella grande festa di sport e solidarietà che è la Partita della Stella, in programma il 30 dicembre alle 20.45 al PalaPanini per la quarta edizione. Ingresso a offerta libera. L’obiettivo è sempre raccogliere fondi per il Caritas Baby Hospital di Betlemme, unico ospedale pediatrico della Cisgiordania, che ogni giorno dal 1952 offre cure mediche e assistenza a tutti i bambini che ne hanno bisogno e a quelli che sono le prime vittime delle conseguenze del conflitto israelo – palestinese. Per donazioni: conto corrente “Rock No War – Un ponte verso Betlemme” Banca Interprovinciale filiale di Formigine (Mo) codice IBAN: IT82 G03395 66780 CC 0020005775 – causale “Un ponte verso Betlemme”. Il Caritas Baby Hospital di Betlemme – a cui andranno le offerte raccolte con la “Partita della Stella” del 30 dicembre al Palasport di Modena – è l’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. In questa struttura lavorano 228 persone musulmane e cristiane e vengono accolti e curati bambini senza distinzione né di razza né di religione. L’ospedale, che conta 40mila visite ogni anno e 82 posti letto, ospita e cura bambini per la maggior parte colpiti da malattie gastrointestinali, dovute all’acqua non potabile nei campi profughi, cardio-respiratorie, conseguenza della mancanza di riscaldamento nei mesi invernali e malformazioni, sempre più frequenti a causa dell’unione in matrimonio di primi cugini. Dal 1952 questo luogo, situato a pochi passi dal muro che Israele ha costruito per dividersi dai territori palestinesi, ha salvato la vita di migliaia di bambini, che non avrebbero altro posto in cui essere curati in una situazione di continua difficoltà a causa del muro di cemento alto 9 metri e ormai lungo più di mille chilometri, dove al check point devono fermarsi anche le ambulanze. L’ospedale, che vive unicamente di donazioni e non riceve alcun contributo pubblico, oggi conta due reparti pediatrici, uno per neonati e prematuri predisposto per cure intensive, un asilo infantile, un ambulatorio ecografico, una scuola per infermiere e una per le madri che usufruiscono anche di piccoli alloggi per poter stare accanto ai loro figli. Dall’8 ottobre 2014 c’è anche una sala giochi, grazie a un progetto nato nel 2011 che l’anno scorso si è concretizzato, con l’inaugurazione della struttura realizzata interamente grazie alle offerte provenienti dall’Italia e da Modena, che da anni raccoglie fondi a favore di questa causa. Tante infatti le iniziative organizzate in questi anni, che hanno permesso di raccogliere circa 80 mila euro, consegnati a suor Donatella Lessio, responsabile della formazione e colonna portante dell’ospedale, che da anni porta avanti quella che lei definisce “un’Intifada pacifica con il Padreterno”.